La bozza di un protocollo aggiuntivo Convenzione di Oviedo è stata discussa durante il recente incontro del Comitato di Bioetica del Consiglio d’Europa. La bozza mira a regolare il trattamento sanitario obbligatorio di persone con disordini mentali, ma questa disciplina solleva questioni dalle associazioni di diritti umani che propongono soluzioni alternative a questo problema e reclama il rispetto della Convezione sui Diritti delle Persone con Disabilità, che 46 stati membri su 47 del Consiglio d’Europa hanno ratificato, e garantisce alle persone con disabilità, incluse le persone con disabilità psicosociali, o condizioni particolari di salute mentale, uguali diritti alla libertà e a cure sanitarie basate sul consenso informato (articolo 25/d).

Il Comitato di Bioetica si è incontrato il 21 novembre a Strasburgo. Al loro precedente incontro a maggio hanno deciso di mandare il testo a corpi differenti del Consiglio d’Europa per opinioni. Preoccupazioni sono state già espresse da molti anni da differenti corpi del Consiglio d’Europa, esperti delle Nazioni Unite, organizzazioni per i diritti umani e organizzazioni di persone con disabilità. Molte critiche sono state sollevate a settembre nella consultazione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra.

LEGGI IL TESTO DELLA BOZZA

La strada del protocollo

“È un protocollo su cui il Comitato di Bioetica sta lavorando dal 2013” ha dichiarato Marine Uldry del Forum Europeo per la Disabilità. È iniziato con una proposta discussa dal Comitato Direttivo di Bioetica del Consiglio d’Europa nel 2011. Questo Comitato ha ricevuto il mandato direttamente dal Comitato dei Ministri (formato dai Ministri degli Esteri degli Stati membri del Consiglio d’Europa). La situazione dopo l’incontro del Comitato di Bioetica è lontana dell’essere chiara, con alcuni paesi come Bulgaria, Portogallo e l’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia che l’hanno rifiutato). “È ancora tutto in bilico – ha spiegato Marine Uldry – Abbiamo timore che la nostra preoccupazione non sia stata ricevuta dal Comitato di Bioetica”.

“La bozza di Protocollo non promuove l’uso del trattamento sanitario obbligatorio – ha spiegato il Consiglio d’Europa nella sezione FAQ sullo scopo del protocollo – Al contrario, mira a prevenire abusi e a minimizzare l’uso di queste misure in tre modi; promuovendo alternative al trattamento sanitario obbligatorio; fornendo salvaguardie per assicurare che il trattamento sanitario obbligatorio sia usato solo come ultima risorsa; assicurando che se queste misure sono usate, la persona coinvolta riceva appropriato supporto e salvaguardie procedurali che permettano loro di esercitare efficacemente i loro diritti”.

La bozza dovrà tornare sul banco del Comitato di Bioetica per un altro incontro, che comunque non è stato ancora programmato. Probabilmente il Comitato si incontrerà ancora nella primavera del 2019.

Il protocollo aggiuntivo dovrà essere approvato dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. Se questo accadrà, i paesi dovranno individualmente scegliere se ratificarlo ed essere inclusi nella disciplina del protocollo. Ma ci sono anche proposte di alternative. Leggi qui per saperne di più.

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